09-03-2006
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8 marzo: l’appello delle chiese per garantire i diritti delle donne
La parità nel ministero e nel lavoro, la fine della violenza contro le donne Roma (NEV), 8 marzo 2006 - 'Finché non ci sarà giustizia per le donne, non ci sarà vera giustizia per nessuno'. Con queste parole il segretario generale dell’Alleanza riformata mondiale (ARM) Setri Nyomi, in occasione dell’8 marzo, il giorno indetto dalle Nazioni Unite come Giornata internazionale della donna, ha rivolto un appello 'a tutte le chiese della famiglia riformata e alla società intera a non cessare mai di perseguire la giustizia per le donne'. 'La chiesa è ancora lenta nel riconoscere l’appello urgente per la parità delle donne con gli uomini in tutte le aree del ministero e della testimonianza', ha dichiarato la pastora Patricia Sheerattan-Bisnauth, segretaria esecutiva dell’ufficio per il Rinnovamento della chiesa, la giustizia e la solidarietà dell’ARM. Sheerattan-Bisnauth ha definito l’8 marzo un’opportunità per celebrare i diritti già ottenuti dalle donne, ma al tempo stesso per richiamare l’attenzione sull’importanza delle questioni legate alle pari opportunità e sulla necessità di attuare delle politiche di sostegno ai diritti delle donne. 'Malgrado tutti i progressi compiuti, i diritti delle donne non sono ancora sufficientemente garantiti', ha proseguito Sheerattan-Bisnauth. 'La maggioranza delle persone povere nel mondo sono donne. In media, anche nei paesi sviluppati, le donne percepiscono - a parità di prestazioni - salari inferiori a quelli degli uomini.
Autore: Agenzia NEV
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