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Sud America

05-03-2006
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Chiusa l’Assemblea generale del Consiglio ecumenico delle chiese

Porto Alegre L’impegno per l’unità dei cristiani, per la pace e per la giustizia Roma (NEV), 1 marzo 2006 – Si è chiusa giovedì 23 febbraio a Porto Alegre (Brasile), con una serie di dichiarazioni e prese di posizioni e su temi di attualità, la IX Assemblea generale del Consiglio ecumenico delle chiese (CEC) cui hanno partecipato i delegati di 348 chiese protestanti, ortodosse e anglicane del pianeta, con il tema: “Dio, nella tua grazia, trasforma il mondo”. Il messaggio finale approvato dall’Assemblea (vedi Documentazione in questo numero), che si conclude con una lunga preghiera, mette al centro la trasformazione dei cuori attraverso la fede, facendo riferimento ai tanti interrogativi che il mondo di oggi ci pone: 'I rapporti e le decisioni dell’assemblea comunicano alle chiese e al mondo sfide specifiche e chiamate all’azione come ad esempio: la ricerca dell’unità dei cristiani, l’appello a rinnovare il nostro impegno a metà del ’Decennio per sconfiggere la violenza’ (2001-2010), il riconoscimento degli strumenti profetici e programmatici per realizzare una giustizia economica globale, l’impegno nel dialogo interreligioso, la piena partecipazione inter-generazionale di tutti gli uomini e di tutte le donne e le dichiarazioni comuni su questioni di interesse generale rivolte alle chiese e al mondo'.

Materiale correlato: Documentazione in questo numero

Autore: Agenzia NEV
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05-03-2006
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Eletto il nuovo Comitato centrale del Consiglio ecumenico delle chiese

Definite le priorità di lavoro dinanzi alle difficoltà finanziarie: 'Fare meno e farlo bene' Roma (NEV), 1 marzo 2006 – La IX Assemblea generale del Consiglio ecumenico delle chiese (CEC), svoltasi a Porto Alegre (Brasile) dal 14 al 23 febbraio, mercoledì ha eletto il nuovo Comitato centrale, organo direttivo del CEC tra due assemblee, composto da 150 membri. Particolare attenzione è stata rivolta alla rappresentanza femminile (63 donne) e a quella degli under-30 (22 giovani). Sono stati eletti anche otto nuovi presidenti (uno per area geografica più due rappresentanti delle chiese ortodossa occidentale e orientale), il cui ruolo sarà quello di promuovere l’ecumenismo e dare seguito al lavoro del CEC nelle proprie regioni del mondo. I presidenti sono il pastore Simon Dossou, della Chiesa metodista del Benin (Africa); il pastore Soritua Nababan, della Chiesa protestante del Batak (Asia); la pastora Ofelia Ortega, della Chiesa riformata presbiteriana di Cuba (Caraibi e America Latina); Mary Tanner, della Chiesa d’Inghilterra (Europa); la pastora Bernice Powell Jackson, della Chiesa unita di Cristo (Stati Uniti); John Taroanui Doom, della Chiesa protestante Maòhi (Pacifico); l’arcivescovo Anastasios di Tirana e tutta l’Albania, della Chiesa ortodossa autocefala dell’Albania (Ortodossia occidentale); Sua Santità Abune Paulos, della Chiesa ortodossa etiope (Ortodossia orientale).

Autore: Agenzia NEV
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25-02-2006
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CONTRO LE MENZOGNE URIBISTE, CRESCE LA VOZ DE LA RESISTENCIA

In uno degli articoli qui proposti sulle dinamiche ed il fallimento strategico del Plan Patriota, quale accelerazione del Plan Colombia e tentativo del South Com del Pentagono di frenare l’avanzata del movimento guerrigliero in questo paese andino-amazzonico, avevamo denunciato con argomenti inconfutabili le menzogne del regime oligarchico colombiano, proprie della disperata guerra virtuale-mediatica di Uribe volta a mistificare il reale andamento del conflitto sociale ed armato. Un caso emblematico delle falsità della macchina propagandistica del Governo della Casa de Nariño è, indubbiamente, quello della contraddizione insostenibile in cui è incorso il suo Ministero della Difesa, autore del recente rapporto “Risultati e sfide della politica di difesa e sicurezza democratica”, reso pubblico lo scorso 5 dicembre 2005.

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15-01-2006
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SUL PRESUNTO ANTISEMITISMO DI CHAVEZ

Lo rivela Gennaro Carotenuto, collaboratore della rivista Latinoamerica, in un articolo che pubblichiamo - La manipolazione per ottenere un effetto delegittimante - 44 milioni di dollari l' anno per alimentare il sistema di disinformazione La sede di Buenos Aires del Centro Wiesenthal ha voluto leggere in una dichiarazione del presidente venezuelano Hugo Chávez delle dichiarazioni antisemite. Queste dichiarazioni, non solo non sono mai state pronunciate, ma sono state chiaramente manipolate per ottenere un effetto delegittimazione del presidente bolivariano. Lo stesso Centro Wiesenthal di Buenos Aires, sulla base di questa manipolazione, si spinge fino a chiedere la sospensione dell'ingresso del Venezuela nel Mercosur. Ovviamente la versione manipolata del discorso di Chávez, è stata ripresa dalla stampa mondiale senza alcun tipo di verifica.

Autore: Gennaro Carotenuto (Latinoamerica)
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27-12-2005
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LA RETE DELLA PESCA SOSTENIBILE

Le organizzazioni dei piccoli pescatori sudamericani vogliono «il riconoscimento e la difesa dei diritti sociali, economici e ambientali delle comunità di pescatori artigiani» Riuniti nella città australe di Ushuaia (sud Argentina), un centinaio di rappresentanti di organizzazioni di pescatori artigianali e di piccole cooperative piscicole di Argentina, Cile, Brasile, Uruguay e alcune Ong spagnole hanno emesso una dichiarazione nella quale sin chiede di «promuovere il riconoscimento e la difesa dei diritti sociali, culturali, economici ed ambientali di uomini e donne delle comunità di pescatori artigiani per migliorare le nostre condizioni di vita, conseguire una equità e ridurre la povertà nelle nostre comunità». Chiedono che i consumatori inizino a sensibilizzarsi ai prodotti marini ottenuti attraverso delle pratiche artigianali di pesca rispettose dell'ambiente ed ereditate spesso da delle culture millenarie che praticano metodi di pesca ecologici, sostenibili e puliti, che no arrecano danni alle popolazioni animali e vegetali degli oceani.

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14-12-2005
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ECUADOR/INTERVISTA

"Una democrazia partecipativa", le ragioni degli indios - F. MAR. - QUITO

Abbiamo solo 2.500-2.700 milioni di barili di riserva di greggio esportabile, prodotto dalle imprese statali. Le multinazionali Maxxus, Ypf, Texaco, Agip, Elf, Oxy, non lasciano un soldo allo stato ecuadoriano. L'ultimo bilancio presentato il mese scorso dice che in 8 anni le multinazionali hanno versato allo stato solo 11 milioni di dollari, mentre hanno avuto oltre un miliardo di dollari in sovvenzioni e sussidi. Gli investimenti privati nel settore petrolifero sono nefasti in Ecuador, specie in aree estremamente delicate dal punto di vista sociale ed ecologico come l'Amazzonia, dove vivono popoli indigeni che ora sono qui con noi. Pensate che la Texaco in 26 anni ha creato qui un disastro ecologico peggiore di quello della Exxon Valdez in Alaska. L'Agip Ecuador trae beneficio da contratti per la distribuzione di gas naturale che sono illegali. Vorrei dire agli italiani: com'è possibile che un'impresa a partecipazione statale venga in un paese povero e prenda soldi senza lasciar nulla grazie a contratti poco chiari?

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14-12-2005
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Agip in Ecuador

Ecuador: oleodotto Agip minaccia le foreste del paese 22 Maggio 2001 - Un consorzio di compagnie petrolifere, tra cui l'italiana Agip, ha intenzione di costruire un oleodotto nel bel mezzo di 11 aree protette dell'Ecuador (una di queste ospita 450 specie rare di uccelli). Dopo numerose proteste internazionali, il ministro dell'ambiente dell'Ecuador ha fatto sapere che lo studio del piano (necessario per costruire l'oleodotto) presentato dal consorzio, è carente di un'analisi dettagliata sulla biodiversità delle zone che saranno coinvolte nella costruzione dell'opera; e quindi deve essere rifatto. Il 10 Giugno si deciderà se far proseguire il progetto o rigettarlo. Per mandare una email al consorzio e al governo ecuadoriano è disponibile questo sito con una lettera già pronta. Aderite e diffondete!! http://forests.org/emailaction/ecuador_pipeline_mar01.htm Fonte: REUTERS; traduzione di fabiocchi@genie.it

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08-12-2005
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LIBERTÀ DI STAMPA IN UN CONFLITTO ARMATO: IL CASO COLOMBIA

Se la ricostruzione della memoria è una delle condizioni per uscire dalla violenza, questa ricostruzione non sarà completa se non quando i racconti costruiti dalla stampa nazionale si intrecceranno con quelli dei giornali regionali: da qui l’importanza di questi ultimi e la gravità del fatto che le violazioni della libertà di stampa si focalizzino soprattutto sui giornalisti locali Se i media privilegiano l’informazione ufficiale, possiamo dedurre che non abbiamo accesso ai numerosi punti di vista che si possono avere sugli avvenimenti. Questo è molto grave, e contribuisce a sviluppare ancora di più una visione parziale della realtà e ad alimentare questa «schizofrenia collettiva» che si ripercuote direttamente sulla creazione dell’immaginario a proposito del conflitto da parte della popolazione colombiana. Lasciare solo ad alcuni mezzi la responsabilità di raccontare i fatti mette in pericolo le dinamiche democratiche dei paesi perché la costruzione delle percezioni, dell’immaginario e della mentalità dipende in gran parte dalle configurazioni di senso che essi costruiscono.

traduzione a cura di Maria Itri

Autore: Camillo Andrés Tamayo
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06-12-2005
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IL SINALTRAINAL ACCETTA DI PARTECIPARE E CONTRIBUIRE ALLA MISSIONE

COMUNICATO STAMPA DEL SINALTRAINAL BOGOTA', 20 NOV 05 - Il sindacato SINALTRAINAL desidera esprimere sinceramente l’immensa felicità che proviamo per gli importanti risultati che la Campagna mondiale contro la politica violenta della multinazionale Coca-Cola sta ottenendo in Italia, da dove il popolo e le sue organizzazioni ci hanno accompagnato in questa dura lotta per la vita e la dignità. Salutiamo l’incontro promosso dal Sindaco di Roma, signor Walter Veltroni, con la partecipazione dell’assessore della Regione Lazio Luigi Nieri, del presidente del Municipio X Sandro Medici, del presidente del Municipio XI Massimiliano Smeriglio e del Consigliere delegato di Coca-Cola Italia, signor Nicola Raffa. Rileviamo l’importanza della preziosa decisione del Presidente del Municipio XI di Roma di condizionare il passaggio della Torcia Olimpica nel territorio della sua amministrazione alla presenza della Coca-Cola. Questa azione è stata immediatamente appoggiata dal presidente del Municipio X e da molti altri membri delle istituzioni italiane, della società civile e delle sue istituzioni. Crediamo che l’impresa di bevande più violenta del pianeta non possa essere il simbolo delle prossime gesta sportive; l’ingiustizia di Coca-Cola le impedisce di essere la portatrice della torcia che partirà da Roma il 9 Dicembre fino a Torino, sede dei giochi olimpici invernali. Sarebbe incoerente, visto che Coca-Cola non ha certo brillato per il suo essere rispettosa e amante della pace e della giustizia sociale nel mondo, ma per tutto il contrario, per il suo mancato rispetto dei diritti umani, il suo appoggio alle guerre e per i suoi sogni di miseria e oppressione.

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