PARTNER SITE
Europa

27-12-2005
Articolo letto 531 volte

IL LAZIO VUOLE PROMUOVERE IL BIOLOGICO E IL TIPICO NELLE MENSE

"Utilizzare per le mense scolastiche i nostri prodotti biologici e incrementare la commercializzazione dei prodotti tipici locali". Dal prossimo anno, i cibi serviti nelle mense scolastiche della provincia di Rieti potrebbero essere conditi con l'olio extravergine della Sabina. E potremmo trovare sulla tavola i prodotti tipici, dalle lenticchie ai fagioli, dalle castagne ai formaggi. L’impegno dell’assessore regionale all'agricoltura, Daniela Valentini, va proprio in questa direzione: «E’ un'ipotesi sulla quale stiamo lavorando - spiega Valentini - abbiamo avviato una forte campagna sull'educazione alimentare partendo dalle scuole, per sensibilizzare tutta la popolazione. L'ipotesi è quella di favorire i nostri prodotti tipici a quelli industriali, con un duplice scopo, quello di utilizzare per le mense scolastiche i nostri prodotti biologici, dall'altra, incrementare la commercializzazione dei prodotti tipici locali. Stiamo valutando attentamente quali saranno i modi ed i tempi per attuare il programma. Intanto - continua l'assessore - esiste una legge contro gli Ogm, con la quale si salvaguarda il benessere alimentare della nostra regione. Un salto culturale enorme, perché abbiamo introdotto un nuovo modo di selezionare gli alimenti, in base alla provenienza e alla genuinità».

Temi | Paesi correlati: [Alimentazione] [Agroalimentare] [Biologica] [Europa] [Europa] [Italia]
Segnala l'articolo ad un amico
Segnala link interrotto

27-12-2005
Articolo letto 531 volte

NEL GROSSETANO GENITORI E FIGLI A MENSA BIO INSIEME

A Castell’Azzara un’iniziativa che trova ampi consensi A mensa con il Comune. A Castell’Azzara, in questi ultimi tempi, fioccano le iniziative legate alla promozione del territorio e delle produzioni agricole realizzate con pratiche rispettose delle risorse naturali e della conservazione della biodiversità. «È’ il tentativo - dice il sindaco Marzio Mambrini - di valorizzare al massimo la ruralità del nostro territorio cercando di dare vita a percorsi per far produrre in modo consapevole, nel rispetto dell’ambiente e cercando di esaltare la ‘cultura’ che è presente in ogni produzione».

Temi | Paesi correlati: [Alimentazione] [Agroalimentare] [Biologica] [Europa] [Europa] [Italia]
Segnala l'articolo ad un amico
Segnala link interrotto

27-12-2005
Articolo letto 530 volte

SUVERETO (LI), INIZIA LA GARA PER "IL MEGLIO PODERE"

Scadenza per presentare le domande il 31 gennaio Ritorna il concorso “Il meglio podere”, dedicato agli agricoltori che adottano i criteri dell’agricoltura biologica o sistemi di potatura secondo i saperi tradizionali. Partecipare è semplice: basta compilare il modulo allegato al bando e consegnarla in Comune (insieme ad una serie di documenti richiesti dal concorso) entro il prossimo 31 gennaio. Saranno prese in considerazione le esperienze che presentano uno o più elementi significativi per la tutela dell’ambiente, del paesaggio e per la salvaguardia delle colture e dei saperi tradizionali. La premiazione avverrà la prima domenica di maggio. I premi: 1º classificato: cartello stradale “Il meglio podere”, assegno di 500 euro e 1 cipresso; 2º classificato: targa “Il meglio podere”, assegno di 200 euro e 1 ulivo; 3º classificato: targa “il meglio podere”, assegno di 100 euro e 1 ulivo. Per informazioni telefonare allo 0565/829923.

Temi | Paesi correlati: [Alimentazione] [Agroalimentare] [Biologica] [Europa] [Europa] [Italia]
Segnala l'articolo ad un amico
Segnala link interrotto

27-12-2005
Articolo letto 530 volte

COLLEGNO (TO) ADERISCE A "CITTA' DEL BIO"

Superata quota 60 comuni, uniti nell'obiettivo di aggregare e creare sinergie tra i territori di produzione e le realtà urbane La Città di Collegno, provincia di Torino, 50.000 abitanti, ha aderito all’associazione delle “Città del Bio”. L’associazione supera il numero di 60 comuni associati e prosegue nel suo obiettivo di aggregare e creare sinergie trai territori di produzione e le realtà urbane. Il progetto dell’associazione è, infatti, quello di promuovere la cultura del “biologico” ed in questo percorso i cittadini, gli abitanti dei territori urbani, sono attori fondamentali, non più semplici “consumatori”, ma co – produttori a tutti gli effetti, perché “mangiare è un atto agricolo”, il ciclo produttivo si conclude quando portiamo in tavola i frutti della terra. I l successo di una scelta, quella dell’agricoltura biologica, può avvenire solo se i produttori ed i cittadini convengono e riscontrano la convenienza comune nell’affermazione di uno stile di vita “in armonia con la natura”. Collegno è una città antica, nasce con l’arrivo dei Romani, era tappa sicura e luogo di sosta per quanti viaggiavano verso la Gallia. All’epoca dell’imperatore Tito (80 d.C.), risale l’attribuzione della denominazione di Collegium al primo insediamento sorto nei pressi dell’attuale Chiesa di S. Massimo. Così Collegno fu chiamata “Collegium”, che si trasformò successivamente in “Collegno”. Oggi Collegno è nella prima cintura di Torino, confinante con la Città di Grugliasco, sede di Città del Bio, e costituisce, assieme agli altri comuni associati (oltre a Grugliasco, Torino, Borgaro Torinese, e poco distante, Piossasco e Cumiana) un’area ampia con oltre 1 milione di residenti. Una realtà importante, dove il biologico è già inserito nella ristorazione scolastica e nella quale il progetto di Città del Bio si sta concretizzando anche nella promozione della “filiera corta”, ovvero del rapporto diretto tra i produttori ed i consumatori.

Temi | Paesi correlati: [Alimentazione] [Agroalimentare] [Biologica] [Europa] [Europa] [Italia]
Segnala l'articolo ad un amico
Segnala link interrotto

27-12-2005
Articolo letto 531 volte

ICEA, IL BILANCIO PREVENTIVO 2006 APPROVATO ALL'UNANIMITA'

Variazioni nel Consiglio d'amministrazione, il Csqa nuovo socio. Il 15 dicembre si è tenuta al Centro nazionale per lo sviluppo sostenibile di Legambiente nel Parco della Maremma, a Rispescia (Gr) l'assemblea di Icea. Il bilancio preventivo 2006 è stato approvato all'unanimità. Due nuomi "nuovi" nel consiglio di amministrazione: l'assemblea ha infatti ratificato la cooptazione dell'attuale presidente di Aiab Andrea Ferrante, in sostituzione del dimissionario ex presidente Vincenzo Vizioli e, accettate le dimissioni di Francesco Giardina (altro componente l'attuale esecutivo Aiab), lo ha sostituito con Matteo Manna, uno dei due vice presidenti di Aiab federale.

Temi | Paesi correlati: [Alimentazione] [Economia] [Agroalimentare] [Biologica] [Imprese] [Mercato] [Europa] [Europa] [Italia]
Segnala l'articolo ad un amico
Segnala link interrotto

27-12-2005
Articolo letto 531 volte

IL COORDINAMENTO TOSCANO POLEMIZZA CON COOP

La cesta biologica di Coop per il Premio Toscana ecoefficiente 2005 non la racconterebbe giusta Riceviamo dal Coordinamento toscano produttori biologici: Vi scrivo per la vicenda del cesto premio Coop che si è conclusa con un altro attacco all’immagine dell’agricoltura biologica e della sua immagine. La regione Toscana ha promosso, come molti sapranno, un premio per l’ecoefficienza www.premioecoefficienza.it. Non mi dilungo sul premio ma vado al sodo:uno dei riconoscimenti offerti dalla regione consiste nell’assegnazione di ceste di prodotti biologici forniti dalla Coop. Anche durante la stessa ‘cerimonia’ (presenti televisioni , famiglie ed imprese pubbliche e private) di premiazione cui hanno partecipato assessori regionale all’ambiente e all’agricoltura, il rappresentante della Coop ha ribadito il concetto: cesto del valore di €200 di prodotti bio, ciò perchè Coop è sensibilissima alle tematiche ambientali e attenta alle produzioni biologiche regionali...

Autore: Emiliano Lascialfari direttivo CTPB
Temi | Paesi correlati: [Alimentazione] [Economia] [Agroalimentare] [Biologica] [Imprese] [Mercato] [Europa] [Europa] [Italia]
Segnala l'articolo ad un amico
Segnala link interrotto

27-12-2005
Articolo letto 531 volte

IL CIOCCOLATO ZOTTER CERTIFICATO FAIRTRADE TRANSFAIR

L’alta qualità delle pregiate barrette austriache si sposa con la responsabilità sociale La creatività e la capacità inventiva di Josef Zotter, patron dell’omonima azienda austriaca, propone un cioccolato non solo eccellente, ma anche equo e solidale con i produttori del sud del mondo. Le pregiate barrette hanno ottenuto infatti la certificazione Fairtrade grazie all’utilizzo nella produzione di zucchero di canna e cacao equosolidale. Il gusto e l’aroma del cioccolato arrotondato dalle spezie e unito a noci arrostite o strati di frutta, soddisfa così gli amanti del lato dolce della vita, senza dimenticare la dignità dei coltivatori di cacao e canna da zucchero. Ciò che risveglia i sensi infatti può avere un risvolto molto amaro se crea sofferenza e lascia i piccoli produttori in condizioni disagiate. Zotter ha scelto così di pagare un prezzo equo per il cacao di Kuapa Kokoo e lo zucchero di Coopecanera.

Temi | Paesi correlati: [Alimentazione] [Agroalimentare] [Europa] [Europa] [Italia]
Segnala l'articolo ad un amico
Segnala link interrotto

27-12-2005
Articolo letto 530 volte

EQUO E SOLIDALE PER BAMBINI

Ctm-Altromercato punta su vestiti e cosmetici Il commercio equo e solidale fa rotta sui bambini. Una linea di abbigliamento e prodotti cosmetici naturali dedicati ai più piccoli sono le ultime novità presentate in vetrina da Ctm-Altromercato, la più grande organizzazione di commercio equo e solidale presente in Italia. Che ora pensa in grande. Dopo aver fatturato nel 2004 30 milioni di euro con l'importazione dei prodotti di artigiani e contadini da oltre 40 paesi del Sud del mondo, conta di raggiungere, per la fine del 2005, una crescita del 10-15%. Le iniziative più recenti riguardano i più giovani: la nuova linea Natyr di prodotti cosmetici alla camomilla e l'abbigliamento in cotone biologico equo e solidale, Birbanda, per bambini da 0 a 24 mesi. Ma gli obiettivi, in realtà, guardano molto più lontano. ´Nei prossimi anni lanceremo sul tessile nuovi prodotti', racconta a ItaliaOggi Stefano Magnoni, direttore generale di Altromercato. ´Per questo stiamo lavorando su un progetto di ampio respiro che riguarda la produzione di una linea di abbigliamento entro la fine 2006'. Il progetto è ancora in corso di definizione, di sicuro la linea tessile sarà equa e solidale, la sua produzione infatti sarà realizzata in Perù e Argentina con la collaborazione di aziende locali. ´All'inizio si tratterà di polo e T-shirt, ma arriveremo a realizzare una linea completa', puntualizza Magnoni. La strada dell'abbigliamento per Altromercato è una novità. Finora l'azienda del commercio equo e solidale è cresciuta vendendo il 60% dei suoi prodotti artigianali, in particolare tè, caffè e cioccolato nella sua rete di negozi ´Botteghe del mondo', che oggi sfiorano le 350 unità.

Temi | Paesi correlati: [Alimentazione] [Europa] [Europa] [Italia]
Segnala l'articolo ad un amico
Segnala link interrotto

27-12-2005
Articolo letto 531 volte

╚ A ROMA IL PRIMO DISTRETTO DI ECONOMIA SOLIDALE

Promosso dal Comune. Base di partenza: 10 milioni di euro. Ad oggi l'altra economia romana impiega a tempo pieno oltre 330 addetti Dieci milioni di euro di fatturato e 335 occupati a tempo pieno: sono queste le cifre dell'altra economia di Roma e provincia, così come emergono dall'indagine svolta tra giugno e novembre dall'Ufficio Autopromozione Sociale del Comune per verificare la fattibilità di un Distretto di Economia solidale. Per Paolo Carrazza, assessore al lavoro della capitale: «L'obiettivo è sostenere quelle realtà locali di altra economia così importanti per la riqualificazione dei territori secondo criteri di giustizia economica e inclusione sociale. Si tratta del fine principale del progetto del Distretto di Economia Solidale al quale stiamo lavorando da tempo. La sua creazione permetterebbe in primo luogo di sviluppare una rete di scambi e relazioni economiche e finanziarie, ma anche culturali e sociali, per dare un impulso nuovo alle periferie».

Temi | Paesi correlati: [Alimentazione] [Economia] [Economia solidale] [Europa] [Europa] [Italia]
Segnala l'articolo ad un amico
Segnala link interrotto

27-12-2005
Articolo letto 531 volte

IL BOOM DEL REGALO EQUO SOLIDALE

Un fenomeno che non conosce crisi: "I clienti ci chiedono di lasciare le etichette nei prodotti, per dimostrare la loro correttezza". Trenta botteghe nella capitale: "Stiamo vendendo 10 volte di più" Presepi peruviani, panettoni ai frutti tropicali e cesti regalo colmi di prodotti biologici rigorosamente avvolti in carta riciclata. Sono i doni "equi e solidali", disponibili nelle circa 30 botteghe, dei veri e propri bazar, che aderiscono al Rees, il coordinamento delle esperienze del commercio equo e solidale di Roma e provincia (la cui lista completa è consultabile sul sito rees. splinder. com). «A Natale vendiamo dieci volte tanto - spiega Marianna, socia di "Tuttaunaltrastoria", in via Cruto 20, quartiere Marconi-Ostiense - Moltissimi i clienti che ci chiedono di lasciare bene in vista le etichette che indicano la provenienza del prodotto, la trasparenza delle quote dei ricavi che vanno a ogni soggetto della filiera produttiva, e in generale tutto il materiale informativo che spiega il senso del commercio equo e solidale: un momento di incontro fra consumatori responsabili e produttori a cui viene riconosciuta una giustizia sociale ed economica, nel rispetto dell´ambiente e delle tradizioni».

Temi | Paesi correlati: [SocietÓ e costume] [Economia] [Economia solidale] [Europa] [Europa] [Italia]
Segnala l'articolo ad un amico
Segnala link interrotto


PARTNER SITE
APPUNTAMENTI
<< Luglio 2015 >>
LMMGVSD
12345
6789101112
13141516171819
20212223242526
2728293031