Iran
21-09-2006
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L'AIEA: “il rapporto del Congresso Usa sulle potenzialità nucleari dell'Iran è erroneo e fuorviante”
L'organismo di controllo dell'Onu per il nucleare (l'AIEA) ha attaccato il Congresso Usa per il rapporto pubblicato da quest'ultimo sul programma nucleare iraniano definito “erroneo, fuorviante e senza riscontri”. In una lettera indirizzata al capo del comitato di intelligence della Camera statunitense (
Peter Hoekstra, primo firmatario del rapporto sotto accusa, ndT ), il direttore delle Relazioni esterne dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (AIEA) Vilmos Cserveny, scrive che il rapporto è “scorretto” quando afferma che l'Iran stia producendo uranio “weapon-grade” in un sito ispezionato dall'agenzia (
a Natanz, ndT ). Al contrario - si legge nella lettera - l'impianto ha prodotto solo piccole quantità di uranio, al di sotto
di Dan Glaister
traduzione di Paolo Maccioni
da the Guardian
dei livelli necessari per realizzare ordigni (
l'uranio “weapon-grade” è arricchito al 90% e più. Al monitoraggio dell'AIEA l'arricchimento dell'uranio dell'Iran risultava del 3,5%, precisa l'AIEA, come si legge nell'articolo del Washington Post linkato in coda all'articolo, ndT ).
Autore: Dan Glaister
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21-09-2006
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ONU, SULL'IRAN LE BUGIE DI BUSH
"A volte mi chiedo perché siamo lì". Il riferimento è all'Iraq e le parole sono di George W. Bush. Un'affermazione che suona come una beffa, dopo che lo stesso Senato americano ha ufficializzato ciò che era da tempo innegabile, ma per alcuni versi ancora impronunciabile: non c'era alcun rapporto tra Saddam e Al Qaeda e l'intervento in Iraq è stato ed è una guerra voluta per altri motivi, non per combattere il terrorismo. All'Iraq sembra aggiungersi il fronte Iran, con il rilancio in questi giorni della seconda fase della guerra preventiva alla Bush e del mix micidiale che è stato l'intervento in Iraq e che continua ad essere: torture, carceri segrete e soprattutto falsificazioni di prove, nel tentativo di precostituirsi un alibi alla guerra preventiva al terrore. L'Iran è un altro fronte caldo. Forse il prossimo, a giudicare dal costante riproporsi da parte degli Stati Uniti di pressioni sul Consiglio di sicurezza per infliggere sanzioni a Teheran affinché sospenda
tout court il suo programma nucleare. Una questione, questa, che ciclicamente riempie le colonne dei giornali nazionali e internazionali e che si concentra sul pericolo "
atomico" che l'Iran, con il suo programma nucleare, costituirebbe.
Autore: Cinzia Frassi
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18-09-2006
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Le vignette “maledette” che chiudono i giornali in Iran
Shargh (=oriente) il più importante quotidiano riformista di Teheran viene messo sotto sequestro. L'operazione parte da quegli ambienti del potere giudiziario che sono l'espressione delle destre conservatrici con forti legami con ambienti del militarismo di regime. Quelle forze che ignorando ogni legalità vivono sin dalla fondazione della Repubblica Islamica -avvenuta per opera dell'ayatollah Khomeini- in pieno arbitrio. In apparenza la ragione della chiusura del quotidiano riformista di punta vicino a Khatami è la vignetta che raffigura un rabbioso asino aureolato, posto di fronte a un sereno cavallo, in un scacchiere che dovrebbe essere quello politico.
Autore: Mir Mad
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14-09-2006
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Iraq, appello dei religiosi sunniti e sciiti contro le violenze
Baghdad, 14 settembre 2006 - Due importanti esponenti religiosi hanno rivolto oggi un appello agli iracheni affinché mettano da parte le differenze di tipo confessionale e pongano fine alle violenze in vista del mese di Ramadan, che quest’anno inizia il 24 settembre.
Lo sceicco Ahmed Abdul Ghafour al Samarie - che presiede il Sunni Endowment, l’agenzia governativa responsabile delle moschee sunnite e dei luoghi santi iracheni - ha dichiarato che è un grave peccato per i musulmani uccidersi l’un l’altro: “Popolo iracheno, il Ramadan si avvicina. I sunniti e gli sciiti sono fratelli, perciò evitate i combattimenti e l’odio”.
Autore: Fonte: Associated Press
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11-09-2006
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Iraq, visita di Maliki a Tehran annullata in extremis
Baghdad, 11 settembre 2006 - Il premier iracheno Nuri al Maliki ha annullato all'ultimo momento una visita ufficiale in Iran. Lo ha annunciato l'ambasciatore iracheno in Iran alla televisione iraniana.
Mohammad Majid al Sheikh ha detto che ''per alcune ragioni la visita di al Maliki è stata rinviata e si terrà probabilmente martedì prossimo (19 settembre) o in una data successiva''.
Autore: Ansa, Agi, Agence France Presse, Reuters
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28-08-2006
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LE ESERCITAZIONI MILITARI IRANIANE
Esercitazioni, test e addestramenti o mobilitazione e preparazione per la guerra?
Esercitazioni tattiche e militari sono in pieno svolgimento in Iran; sabato 19 agosto 2006, le Forze Armate Iraniane, composte dalle Forze Regolari e dalle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, hanno iniziato la prima fase di un’imponente esercitazione a livello nazionale nella provincia di Sistan e Baluchistan (1) lungo le zone confinanti a sud-est con il Golfo di Oman e il Pakistan, e ad est con l’Afghanistan presidiato dalla NATO.
Autore: MAHDI DARIUS NAZEMROAYA
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27-07-2006
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ISRAELE, IRAN E STATI UNITI: CHI SARA' ACCUSATO PER LA GUERRA NUCLEARE?
DEL PROFESSOR
JORGE HIRSCHGlobal ResearchLa guerra al Libano
potrebbe intensificarsi fino
al punto in cui gli Stati Uniti useranno armi nucleari contro l'Iran, in quello che potrebbe essere il primo uso di armi nucleari da Nagasaki. E il mondo potrebbe ben accusare lo stato ebraico
[1],
[2].
La campagna di bombardamenti israeliana, che sta causando
immense sofferenze, è il flagrante violazioni delle
convenzioni di Ginevra, e merita la più dura delle condanne. Oggi è specialmente importante per la comunità ebraica prendere le distanze dalle
immorali politiche del governo di Israele e
dal sostegno degli Stati Uniti ad esse. Molti ebrei lo stanno facendo
[1],
[2],
[3],
[4], sfortunatamente molti no.
"Migliaia di ebrei statunitensi hanno intasato le strade" a New York e in altri luoghi degli Stati Uniti
[1],
[2],
[3],
[4],
[5],
[6],
[7],
[8] a
sostegno delle azioni di Israele, riporta il Jerusalem Post. Entrambe le camere del Congresso Usa hanno appena passato delle risoluzioni fortemente bipartisan a supporto delle azioni di Israele in Libano
[1],
[2], per "rafforzare il supporto a lungo termine degli elettori ebrei", secondo il
Washington Post.
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