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Africa orientale

19-09-2006
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Somalia, attentato al presidente

Undici morti a Baidoa, illeso Yusuf. Ma il processo di pace è in pericolo

Due autobombe per far precipitare nuovamente il Paese nella guerra civile. Sarebbe bastato poco, per riportare il caos in Somalia, buttando a mare un processo di pace lungo tre anni. Ma le due autobombe esplose stamane al passaggio del convoglio presidenziale hanno mancato il bersaglio. Il bilancio provvisorio parla di undici morti, tra cui un fratello del presidente Abdullahi Yusuf.

Autore: Matteo Fagotto
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19-09-2006
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ALLUVIONI, SITUAZIONE ANCORA CRITICA

Sebbene il livello dell’acqua sia ridisceso a livelli più tollerabili in molte regioni del paese, continua l’emergenza legata alle alluvioni, la cui intensità quest’anno è stata nettamente maggiore rispetto al passato. Dire Dawa, nell’est, è una delle regioni che più preoccupa le autorità: qui ha colpito con particolare violenza l’ondata di maltempo che ha investito l’intero paese tra il 13 e il 14 settembre scorsi, provocando almeno 9 morti accertati (e non gli 8 precedentemente ammessi) e molti dispersi.

Autore: LL
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15-09-2006
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TENSIONI TRIPLICANO IL FLUSSO DI PROFUGHI IN KENYA

Negli ultimi tre giorni � triplicato il flusso di profughi somali in Kenya, passando a 300 al giorno rispetto ai 100 dell�ultimo mese; lo ha fatto sapere l�Alto commissariato Onu per i rifugiati, secondo il quale � un segnale d�allarme su una possibile ripresa degli scontri in Somalia. I 900 nuovi fuggitivi, in grande maggioranza donne e bambini, dicono di venire da Kismayo, citt� portuale a 500 chilometri a sud di Mogadiscio, dove il clima si � fatto pi� teso e insicuro. Nei giorni scorsi notizie contrastanti segnalavano l�avvicinarsi di truppe delle Corti Islamiche alla citt�, uno dei principali centri della regione della Bassa Shabelle.

Autore: BF
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14-09-2006
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ALLUVIONI: SI AGGRAVA BILANCIO, OLTRE 130.000 SFOLLATI

È salito a 357.000 il bilancio delle persone colpite dalle alluvioni dello scorso mese diffuso dall’Ufficio dell’Onu per il coordinamento degli affari umanitari (Ocha). Circa la metà – oltre 136.528 – è stata costretta ad abbandonare le proprie abitazioni.

Autore: RC
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04-09-2006
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DARFUR: NUOVI SCONTRI IN DIVERSE LOCALITA’

Dal 28 agosto, in diverse località del Nord Darfur , tra cui Kukul e Gabr al-Kafud , sarebbero ripresi scontri sui quali, secondo un portavoce dell’Unione Africana (UA), sono tuttora in corso accertamenti della stessa missione UA. Nel frattempo, il consiglio dei ministri di Khartoum ha chiesto all’UA di lasciare il Darfur il 30 settembre, data in cui scadrà il mandato, sottolineando che la missione ha ripetutamente affermato di non essere in grado di svolgere il suo compito.

Autore: MB
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31-08-2006
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Forse la pace in Uganda

E’ entrata in vigore questa mattina la tregua fra Governo ugandese e ribelli firmata sabato scorso e che dà ai ribelli tre settimane per radunarsi pacificamente nei punti stabiliti in sud Sudan dove li proteggerà il Governo regionale. Così il Governo ugandese ha fermato gli attacchi contro l’LRA nel nord del Paese e nel sud Sudan.

Autore: Beatrice Giunta
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08-08-2006
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I ribelli depongono le armi alla vigilia dei negoziati

Con una mossa a sorpresa arriva il cessate il fuoco unilaterale del Lord's resistence army (Lra), l'ultimo gruppo ribelle ugandese rimasto in attività. L'annuncio è stato dato la settimana scorsa, a pochi giorni dal previsto inizio di una nuova tornata di colloqui di pace a Juba, in Sudan.

Autore: Ottavio Pirelli
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06-08-2006
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Darfur: soldati di Khartoum rompono accordo sulla sicurezza dei civili

Il governo sudanese tradisce l'accordo di maggio sulla sicurezza dei civili in Darfur. Durante la scorsa settimana le truppe di Khartoum, appoggiate dalle milizie arabe Janjaweed, hanno attaccato gli uomini del Justice and Equality Movement (Jem) e altri gruppi ribelli nella zona di Jebel Moon.

Gli intensi scontri - riferisce l'agenzia Misna - si sono protratti per i tre giorni successivi, causando un gran movimento di profughi verso El-Fasher, città capoluogo del Nord Darfur.



Autore: Ottavio Pirelli
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05-08-2006
Articolo letto 122 volte

Darfur: i soldati di Khartoum rompono l’accordo sulla sicurezza dei civili

Il governo sudanese tradisce l'accordo di maggio sulla sicurezza dei civili in Darfur. Durante la scorsa settimana le truppe di Khartoum, appoggiate dalle milizie arabe Janjaweed, hanno attaccato gli uomini del Justice and Equality Movement (Jem) e altri gruppi ribelli nella zona di Jebel Moon.

Gli intensi scontri - riferisce l'agenzia Misna - si sono protratti per i tre giorni successivi, causando un gran movimento di profughi verso El-Fasher, città capoluogo del Nord Darfur.



Autore: Ottavio Pirelli
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04-08-2006
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“IL GOVERNO ITALIANO PRENDA POSIZIONE SULLA DERIVA ERITREA”

Roma 2 agosto 2006. Lo hanno chiesto con urgenza, nel corso di un’interrogazione, un gruppo di parlamentari italiani (Siniscalchi, Khalil e Mantovani) a fronte di preoccupanti notizie sulla situazione nel paese africano.


Ha fatto loro eco la presa di posizione dell’Associazione delle ONG Italiane, 163 ONG associate delle quali numerose negli anni attive in Eritrea, tramite il Presidente Sergio Marelli: “Non ci si deve sorprendere se, davanti a una situazione così drammatica, decine di cittadini eritrei preferiscano la fuga, andando a morire sulle coste italiane, come è successo ancora in questi giorni a Lampedusa. Purtroppo le cronache non ci raccontano chi siano e da dove fuggano quei disperati, vittime degli scafisti; persone che dovremmo accogliere come rifugiati, a tutti gli effetti e che invece – spesso – rimandiamo indietro”.

Autore: COMUNICATO STAMPA DELLE ONG ITALIANE
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