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Cina

13-08-2010
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La cinesizzazione dell'Italia continua

 Marchionne, pensando di uscire da federmeccanica e disdire il contratto di lavoro che lega FIAT ai propri dipendenti,  sta attuando una svolta storica per la “cinesizzazione dell’Italia” seguito a ruota da tutte le altre società, Telecom non è un caso che stia seguendo la stessa logica.

Ci riesca o meno, con la globalizzazione il lavoro  come merce ha già cambiato il proprio volto mettendo da parte le lotte sindacali e i diritti dei lavoratori per contrattare tutto e portare la cina in quello che fu il bel paese....



Autore: Pierluigi Paoletti
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28-07-2010
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Kyrgyzstan’s ‘Roza Revolution’— Cui Bono? Washington, Moscow, Beijing and the Geopolitics of Central Asia

The remote Central Asian country of Kyrgyzstan is what Britain's Halford Mackinder might call a geopolitical 'pivot' - a land that, owing to its geographical charatteristics, holds a pivotal position in Great Power rivalries....

Autore: F. William Engdahl
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19-04-2010
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Une ONG dénonce les « ateliers de la sueur » de Microsoft en Chine

Le National Labor Committee dénonce les conditions de travail de l’usine chinoise KYE qui produit des périphériques informatiques pour Microsoft et plusieurs marques américaines. Les étudiants recrutés par l’usine travaillent plus de 80 heures par semaine pour 37 centimes d’euro de l’heure (0,5 dollar)....

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16-03-2010
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La Chine surestime-t-elle dangereusement sa puissance ?

De part et d’autre du Pacifique, accusations réciproques et déclarations incendiaires se succèdent à un rythme soutenu à l’approche du réexamen du taux de change chinois par le Trésor US, qui pourrait se traduire par de fortes mesures de rétorsion sur les exportations chinoises - Krugman préconise de les taxer à 25%....

Publication originale Telegraph, traduction Contre Info

Autore: Ambrose Evans-Pritchard
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01-02-2010
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Google attacca la Cina mentre si intensifica l’ostilitra’tra Washington e Pechino

Nel regolamento dei conti tra Google e il governo cinese, i mezzi di comunicazione dipingono Google come un difensore della libertà su internet e un sostenitore dei diritti umani del popolo cinese. Una totale ipocrisia, se si considera che Google fa parte di un cartello di società operanti in internet, che complottano assieme all’apparato d’intelligence statunitense, anche per la destabilizzazione di governi stranieri. Ci si può stupire, allora, se le autorità cinesi percepiscono Google come un canale di propaganda nera?....

Autore: Webster G. Tarpley
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27-11-2009
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LA CINA INTRODUCE SILENZIOSAMENTE UN NUOVO SISTEMA FINANZIARIO

La Cina sta nascostamente introducendo un nuovo sistema finanziario basato sul renminbi (Yuan) che sta per diventare pienamente convertibile, secondo una fonte cinese di alto livello. Inoltre la Cina sta acquistando mille tonnellate di oro per sostenere un nuovo fondo progettato per sviluppare e commerciare tecnologie sin qui proibite....

Autore: BENJAMIN FULFORD
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04-11-2009
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Comment la Chine transforme la dette américaine en actif

Nous publions ici l’extrait d’une discussion du 20 octobre entre Lyndon LaRouche et les collaborateurs de son Comité d’action politique, et faisant suite aux récents accords russo-chinois allant dans le sens de l’Alliance des quatre puissances proposée par LaRouche pour rompre avec le système monétariste qui s’effondre....

Autore: Lyndon LaRouche
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04-11-2009
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Geo-Strategic Chessboard: War Between India and China?

Since 1947, India has not fully pledged itself to any camp or global pole during the Cold War and as a result was a founding member of the Non-Aligned Movement (N.A.M.). Since the post-Cold War era that position has eroded. New Delhi has been gradually moving away from its traditional position, relationships, and policies in the international arena for over a decade....

Autore: Mahdi Darius Nazemroaya
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28-10-2009
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L’asse Cina-Russia-Iran della SCO si candida come alternativa al controllo statunitense delle risorse mondiali

L’Iran s’è offerto di rafforzare il suo ruolo di fornitore di energia e di via di transito per gli Stati membri della Shanghai Cooperation Organization (SCO). “Teheran è pronta a fornire ai membri del SCO energia e accesso alle acque libere”, ha detto il Primo Vice-Presidente dell’Iran, Mohammad-Reza Rahimi....

Autore: Alessandro Lattanzio
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26-10-2009
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La maggioranza dei cinesi rifiuta il vaccino contro la febbre suina

I genitori non si fidano della qualità e dell’efficacia del vaccino. Sospetti a causa dei passati scandali su medicine e alimenti. Ma molti non possono nemmeno pagare la vaccinazione. La Cina al quartultimo posto per la distribuzione delle risorse mediche.

Pechino (AsiaNews/Agenzie) – Più di metà della popolazione cinese pensa di non farsi vaccinare contro l’influenza A/H1N1. Ufficialmente è perché essi non sono sicuri della bontà del vaccino stesso. Il China Daily ha pubblicato oggi un’inchiesta su 2 mila persone mostrando che il 54% degli intervistati non vogliono farsi vaccinare. Solo due mesi fa un’altra inchiesta del sito internet sohu.com aveva mostrato che chi voleva farsi vaccinare era il 74%.

Dal 22 ottobre la municipalità di Pechino ha avviato la campagna di vaccinazioni gratuite per gli studenti delle scuole primarie e secondarie, previo consenso dei genitori. Ma proprio alcuni genitori si rifiutano di sottoporre i loro figli alle iniezioni. Uno degli intervistati dell’inchiesta spiega che “il vaccino è stato sviluppato e distribuito così in fretta da farmi dubitare sulla qualità e sull’efficacia”.

I sospetti sulle medicine prodotte in Cina sono dovuti agli innumerevoli scandali degli ultimi anni, legati a medicine e alimenti (latte alla melamina; dentifrici avvelenati; medicine annacquate;...).

L’inchiesta del China Daily non dice se fra gli intervistati vi sono anche persone che non vogliono pagare per ricevere il vaccino. Finora il governo ha promesso l’iniezione gratis ai bambini, ma non agli adulti. Molte persone in Cina, soprattutto contadini, non possono permettersi nemmeno le cure mediche normali. Secondo dati del governo, fra il 40 e il 60% dei contadini non ha mai potuto permettersi cure mediche; per lo stesso motivo fra il 60 e l'80% dei cittadini cinesi muore senza poter andare in ospedale.

Uno studio congiunto dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e del cinese Centro per la ricerca e lo sviluppo – mostra che la Cina è al quartultimo posto per la distribuzione equa delle risorse mediche.

Fino ad ora il Paese ha registrato 33 mila infetti da influenza A e  2 morti. L’Oms dichiara che al 18 ottobre vi sono stati 5 mila casi di morte a causa della febbre suina.



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