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Il potere della cultura e le città reali. Politiche culturali ed Enti locali, a cura di Salvo Basso
“Un convegno che nasce da un partito, ma NON un convegno di partito. Ma aperto, anzi apertissimo al contributo di tutti gli uomini e le donne di buona volontà, interessati al rapporto cultura-società, a capire quanto e come spendono i Comuni ’siciliani’ e le Province per la cultura. Non un’interrogazione storica e filosofica su come i comunisti hanno reagito alla sfida della cultura di massa (sottotitolo del libro di Stephen Gundle che ha dato origine al titolo di questo incontro: “I comunisti italiani tra Hollywood e Mosca. La sfida della cultura di massa. 1943-1991”, Giunti 1995), ma molto più modestamente, anche, sapere cosa e come fanno i comunisti – nell’ambito delle politiche culturali – dentro (o fuori) gli Enti locali.
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Memoria. Il quotidiano "La Sicilia" di Catania ha fiancheggiato apertamente la mafia in almeno tre occasioni. Nel 1986 si e’ rifiutato di pubblicare il necrologio di Beppe Montana, commissario di polizia ucciso dai killer, perche’ conteneva la parola "mafia". Nel 1994 convoca un cronista che aveva scritto un pezzo contro il mafioso Ercolano e lo rimprovera davanti al mafioso stesso. Nel 1994 depista le indagini sull’omicidio di Giuseppe Fava, scatenando una campagna di stampa contro il pentito che indica il mandante nell’imprenditore Graci. In quest’ultima campagna si distingue il principale editorialista del giornale, Zermo. Fra l’86 e il 94 "La Sicilia" e’ l’unico quotidiano di Catania e il suo editore possiede direttamente o indirettamente tutte le televisioni e i giornali della Sicilia. Una situazione evidentemente anomala sui cui - si suppone - i partiti della sinistra e il sindacato dei giornalisti hanno sviluppato una dura opposizione.
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Piergiorgio Welby, sconosciuto ai più fino a qualche giorno fa, oggi il suo caso fa clamore e sconvolge l’assetto sociale e politico. Tante le dichiarazioni dall’accorato appello di Piergiorgio, alle dichiarazioni di Napoletano.
Ma quello che mi chiedo e ci chiediamo, è, se siamo pronti, noi italiani, a trattare un tema così delicato e intriso di argomentazioni tanto scientifiche quanto religiose e politiche, e se mai lo fossimo, se siamo poi in grado di addivenire ad una soluzione che metta d’accordo tutti. Qualcuno parla anche di Testamento Biologico, questa sorta di disposizioni “finali” da lasciare ai medici perché questi sappiano come trattarci nel caso in cui noi non fossimo in grado di prendere una decisione.
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Sono trascorsi 5 anni da quell’11 settembre, e i fatti che ne sono seguiti, se letti sotto un’altra luce, rivelano una verità opposta a quella propagandata dagli USA: un’alleanza segreta fra Bush e Osama Bin Laden!
Fanta-politica? Follia pura?
Tutti i massimi esperti concordano sulle segrete connivenze economiche ante 11.9 fra i Bush e la principali famiglie saudite, fra cui i Bin Laden; e tutti sono altrettanto unanimi sullo scisma fra i Bush e i Bin Laden a causa dell’attacco alle Twin Towers. Ma riordinando le tessere del puzzle in modo diverso, cioè analizzando sotto un’altra ottica tutte le conseguenze politico-economiche dell’11.9, non emergerebbe alcuna scissione, anzi… i fatti degli ultimi 5 anni sarebbero diretta conseguenza del perpetuarsi della segreta alleanza Bush-Bin Laden.
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