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RECENSIONE SITI

15-07-2006
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La Malattia della 'Mucca Pazza'. Il Watergate dell'industria della carne?

Con la prospettiva di parecchie migliaia di capi destinati al macello in Gran Bretagna in un tentativo di eliminare la "malattia della mucca pazza" o encefalopatia spongiforme bovina (Bovine Spongiform Encephalopathy, BSE), l'industria della carne britannica si trova di fronte alla più grossa crisi di tutti i tempi e potrebbe non riprendersi mai completamente.

Può essere facile fare i saggi col senno di poi, ma per quale sacrosanto motivo il governo ha permesso che degli animali che sono naturalmente erbivori venissero nutriti con mangime a base di ovini macinati? Da un punto di vista puramente economico apparentemente aveva significato logico...: con la contrazione delle vendite di carne di pecora destinata al consumo umano, si cercava di passarla a un'altra specie in un tentativo di "riciclare" l'eccesso indesiderato, risparmiando contemporaneamente sul foraggio. Sfortunatamente però la natura ha i suoi programmi, che sono molto lontani dall'economia umana.



Autore: Mark Berriman Traduzione a cura di Jessica Boveri
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15-07-2006
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OLTRE LA BARRIERA DELLE SPECIE

Dalle mucche pazze agli umani la prossima piaga mondiale.


Sottovalutando la minaccia della crisi dovuta alla BSE e alla CJD e non intervenendo al riguardo, le autorità agricole e sanitarie della Gran Bretagna e dell’Europa potrebbero aver diffuso un’epidemia parzialmente fatale e globale.

Parlando da Washington DC, nell'ottobre 1997, dopo aver sentito di aver vinto il Premio Nobel per la scoperta del ruolo delle molecole, note come 'prioni', nella malattia cerebrale invariabilmente mortale, quale la 'malattia della mucca pazza', o encefalopatia spongiforme nei bovini (BSE), e malattia di Creutzfeldt-Jakob (CJD) negli umani, il dott. Stanley Prusiner dell'Università della California predisse che, per la prima terapia con medicinali, che non necessariamente rappresentava una cura per BSE e CJD, si doveva attendere almeno cinque anni.

Nel contempo, dalla parte opposta dell'Atlantico, il post-mortem di Chris Warne, un salutista di 36 anni del Derbyshire, Inghilterra, rivelò che lui era la ventunesima vittima della nuova variante di CJD, che si era diffusa da bestiame infettato da BSE e si era trasmessa agli uomini tramite la catena alimentare.



Autore: Lynette J. Dumble tratto da Nexus New Times (ed. italiana) n.16 le foto sono di Sergio Ferraris
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15-07-2006
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Mucca pazza: gli effetti dell’allevamento industriale ci arrivano a casa nel piatto

La USDA ha appena ritirato 12 milioni di kg. di hamburger contaminati ed il Segretario all’Agricoltura Dan Glickman ha fatto del suo meglio per sembrare ottimista. Ad agosto davanti ai giornalisti diceva: 'A questo punto tutto ci fa capire che abbiamo contenuto l’insorgere di un’epidemia'. Ma queste rassicurazioni non hanno poi generato molto ottimismo. Non solo i ricercatori non sono riusciti ad individuare la fonte del contagio, ma tutte le parti coinvolte - compresa l’industria della carne - hanno ammesso che future epidemie saranno inevitabili.

Autore: Sheldon Rampton e John Stauber autori del libro "Mad Cow USA"
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15-07-2006
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McDONALD'S: LAVORO NERO IN VIET NAM

Si lavora 9 o 10 ore al giorno dal Lunedì alla Domenica alla 'Keyhinge Toys' di Da Nang City per fabbricare i giocattoli che McDonald's regala a tutti i piccoli consumatori di 'Happy Meals'. La denuncia proviene dal National Labour Committee, un'associazione di New York, nata per difendere i diritti dei lavoratori nel mondo. Gli operai della Keyhinge, una società che ha sede a Hong Kong, sono pagati meno del minimo salariale previsto dalla legge vietnamita e lavorano in condizioni spaventose; il 21 febbraio, ricorda un'altra associazione, l'Asia Monitor Research Center (AMRC), 220 operaie sono rimaste intossicate dall'acetone.

Secondo l'AMRC, la maggioranza dei lavoratori dell'impianto riceve 700 dong all'ora (6 cent USA), la paga di un apprendista. I più fortunati arrivano a 1000 dong (8 cent). Al di fuori di Hanoi e Ho Chi Minh City, il salario minimo per gli operai di industrie straniere è di 35 dollari al mese. Nelle due maggiori città del Paese sale a 50 dollari. L'AMRC stima che lo stipendio di cui un operaio avrebbe bisogno per pagare vitto, alloggio e trasporto non dovrebbe essere inferiore a 65 dollari - pari a 4 volte quello della Keyhinge.

Autore: AVVENIMENTI
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15-07-2006
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Greenpeace rivela tracce di contaminazione: dai laboratori della Monsanto USA ai polli McNuggets (McDonald's) in Inghilterra

I prodotti dichiarati 'GM-free' (senza organismi modificati geneticamente OGM) richiedono nuove indagini e approfondimenti.


Un'inchiesta di Greenpeace, 'Contrabbandare gli OGM di nascosto', ha rivelato una traccia di contaminazione con Organismi Modificati Geneticamente (OGM) che ci conduce dai laboratori della Monsanto USA ai consumatori inglesi di pollo nei ristoranti McDonald's (il prodotto si chiama McNuggets).
L'inchiesta evidenzia anche quale veridicita' possono avere le tanto pubblicizzate dichiarazioni di catene di distribuzione, supermercati, produttori e catene di fast-food di essere 'GM-free' (senza organismi modificati geneticamente).


Materiale correlato: E' possibile vedere un piccolo film che illustra la contaminazione da Monsanto a McDonald's su Greenpeace Digital, il nuovo web site di Greenpeace UK (video)
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14-07-2006
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McLibel il verdetto

McDonald's 'prevale' nel lungo caso di diffamazione 'McLibel' ma il giudice riconosce la fondatezza delle critiche su: sfruttamento dei bambini tramite la pubblicità, sfruttamento dei lavoratori con paghe bassissime ed avversione verso i sindacati, sofferenza e torture per gli animali, alla fine gli avvocati della multinazionale lamentano una vittoria insignificante viste le conferme date anche in corte agli attivisti ed alla loro campagna oramai irrefrenabile.

Un giudice inglese ha determinato che nell'opuscolo intitolato 'Che cosa c'e' di sbagliato in McDonald's; tutto quello che non vogliono farti sapere' la corporation americana e' stata in alcuni punti diffamata, mentre in altri le critiche che gli erano state rivolte anche dopo questo processo, il piu' lungo della storia dei processi civili inglesi, erano fondate!!!.

Ha perciò condannato i due attivisti di London Greenpeace (un gruppo anarco-pacifista che non ha niente a che vedere con Greenpeace International) a pagare circa 150 milioni di lire alla Multinazionale degli Hamburger, cosa che difficilmente avverra' essendo i due attivisti due proletari, Helen Steel (31) fa la barista part-time e Dave Morris (43) faceva il postino ed e' attualmente disoccupato.

Materiale correlato: Leggi l'opuscolo: Che cosa c'e' di sbagliato in McDonald's; tutto quello che non vogliono farti sapere (pdf)
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14-12-2005
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ECUADOR/INTERVISTA

"Una democrazia partecipativa", le ragioni degli indios - F. MAR. - QUITO

Abbiamo solo 2.500-2.700 milioni di barili di riserva di greggio esportabile, prodotto dalle imprese statali. Le multinazionali Maxxus, Ypf, Texaco, Agip, Elf, Oxy, non lasciano un soldo allo stato ecuadoriano. L'ultimo bilancio presentato il mese scorso dice che in 8 anni le multinazionali hanno versato allo stato solo 11 milioni di dollari, mentre hanno avuto oltre un miliardo di dollari in sovvenzioni e sussidi. Gli investimenti privati nel settore petrolifero sono nefasti in Ecuador, specie in aree estremamente delicate dal punto di vista sociale ed ecologico come l'Amazzonia, dove vivono popoli indigeni che ora sono qui con noi. Pensate che la Texaco in 26 anni ha creato qui un disastro ecologico peggiore di quello della Exxon Valdez in Alaska. L'Agip Ecuador trae beneficio da contratti per la distribuzione di gas naturale che sono illegali. Vorrei dire agli italiani: com'è possibile che un'impresa a partecipazione statale venga in un paese povero e prenda soldi senza lasciar nulla grazie a contratti poco chiari?

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14-12-2005
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Agip in Ecuador

Ecuador: oleodotto Agip minaccia le foreste del paese 22 Maggio 2001 - Un consorzio di compagnie petrolifere, tra cui l'italiana Agip, ha intenzione di costruire un oleodotto nel bel mezzo di 11 aree protette dell'Ecuador (una di queste ospita 450 specie rare di uccelli). Dopo numerose proteste internazionali, il ministro dell'ambiente dell'Ecuador ha fatto sapere che lo studio del piano (necessario per costruire l'oleodotto) presentato dal consorzio, è carente di un'analisi dettagliata sulla biodiversità delle zone che saranno coinvolte nella costruzione dell'opera; e quindi deve essere rifatto. Il 10 Giugno si deciderà se far proseguire il progetto o rigettarlo. Per mandare una email al consorzio e al governo ecuadoriano è disponibile questo sito con una lettera già pronta. Aderite e diffondete!! http://forests.org/emailaction/ecuador_pipeline_mar01.htm Fonte: REUTERS; traduzione di fabiocchi@genie.it

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13-12-2005
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Presente e futuro della società dell’informazione

29 giugno 1998 - Riflessioni Trappola nel Cyberspazio Durante le vacanze di Natale, sono rimasto colpito una volta di più dall’ infatuazione crescente dei media per quest’oscuro oggetto del desiderio che si nasconde dietro i termini "calcolatore", "multimedia", "Web", "Internet" e loro derivati. A credere a questi media ed ad un buon numero di esperti improvvisati, non ci si può ritenere cittadini a pieno titolo senza possedere il materiale informatico nuovo fiammante (e per niente economico) che permette di accedere al paradiso incantato del "cyberspazio". Difficile poi non notare lo strano ed onnipresente amalgama che ci spinge a pensare che il solo tipo di calcolatore esistente sia il PC, a condizione, beninteso, che sia equipaggiato di un processore Intel, e che su questo PC ci sia un solo programma indispensabile, Windows prodotto da Microsoft [+]. È ancora più sorprendente che questo fenomeno di servilismo intellettuale di fronte ai due giganti americani giunga al massimo proprio nel momento in cui gli Stati Uniti sembrano svegliarsi dal lungo sonno che ha permesso a questi giganti di conquistarsi una posizione di monopolio praticamente assoluto distruggendo sul loro cammino un numero impressionante di imprese i cui prodotti erano di qualità ben superiore (tutto questo è ben documentato in numerose opere disponibili negli USA che non sono stati, per quanto è a mia conoscenza, tradotti in francese, come [1, 2, 3]). Penso ad esempio alla campagna lanciata da Ralph Nader (ben noto difensore dei consumatori che è riuscito a fare ritirare dal commercio una vettura non sicura prodotta dalla General Motors) ed al processo intrapreso dal DoJ (Department of Justice, una istituzione federale) e tuttora in corso contro Microsoft. Penso soprattutto alla sorprendente reazione del pubblico americano ai sondaggi su Internet: una schiacciante maggioranza sostiene il DoJ, e ciò benché il sondaggio sia stato realizzato da aziende come la CNN che nei loro articoli sono risolutamente pro-Microsoft (sondaggi della CNN [4], e anche di Zdnet [5], che ha bloccato arbitrariamente il sondaggio ad una certa data e non l’ ha reso pubblico che in seguito a numerose lettere di protesta). Il nostro pubblico, invece, è ben lontano dal risveglio: cullato dalla voce suadente del conformismo ambiente, si addormenta sempre più profondamente tra le braccia di Microsoft. Sogna di un mondo felice in cui un grande filantropo distribuisce a tutti gli studenti di Francia e del mondo intero copie gratuite di Windows 95, con il solo scopo di aiutarli a recuperare il loro ritardo tecnologico; sorride pensando agli schermi blu pieni di messaggi rassicuranti che spiegano come un programma abbia provocato l’eccezione tale nel modulo talaltro, non per un errore di Windows, ben inteso, ma per colpa del programma; dorme felice senza domandarsi come mai un calcolatore ben più potente di quello che è servito ad inviare degli uomini sulla luna, ed a riportarli indietro vivi, non sia in grado di trattare correttamente un documento di un centinaio di pagine quando questo è impaginato con quel Microsoft Office che ha fatto la gioia di tutti i nostri commentatori.

Autore: Roberto Di Cosmo
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13-12-2005
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DOSSIER MICROSOFT

Bollettino realizzato in collaborazione con FrEE - Fronteras Electronicas Espan-a
EDITORIALE CHE C'ENTRA LA PACE COI COMPUTER ?

A chi pensa che la pace e i diritti umani non abbiano nulla a che vedere con l'informatica e con l'affermazione in rete di nuovi grandi monopoli delle telecomunicazioni possiamo solo rispondere che fino a pochi anni fa anche i succhi di frutta, il latte condensato e i palloni da calcio sembravano oggetti innocqui e ben lontani dallo sfruttamento e dalla miseria del sud del mondo. Adesso invece la rete ci ha insegnato che il mondo non e' a compartimenti stagni, che i nostri mobili di legno tropicale estendono la loro azione ben al di la' del nostro salotto, magari in una zona dell'amazzonia colpita, come tanti altri posti da lenti e inesorabili processi di desertificazione, che il computer ben racchiuso nel salottino della nostra casa puo' aver conosciuto le mani di un minorenne asiatico che ha assemblato i componenti della nostra motherboard o che l'ultima versione del nostro programma preferito e' stata progettata da ingegneri sottopagati. India, Russia, Cina, Ungheria, Malesia: ingegneri e programmatori vengono assunti da agenzie locali (letteralmente dette "body shops") che li "rivendono" come manodopera a basso costo in base ad accordi di collaborazione con compagnie nordamericane che, negli stati uniti, possono permettersi di pagare i russi con salari russi e gli asiatici con salari asiatici. Uno tra i tanti esempi riportati in un articolo di Tony Resek sul "manifesto" del 6/12/93 e' quello di due ingegneri russi pagati 80 dollari/mese per lavorare sette ore alla settimana, fuggiti dalla loro abitazione dalle finestre, nonostante il padrone della loro societa' avesse tagliato il telefono e asportato la batteria della macchina.

Autore: PEACELINK
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