|
PARTNER SITE |
Asianews, l'agenzia del PIME, nata nel 1986 e specializzata sull'Asia (società, culture e religioni), ha anche un'edizione on-line. Da oggi, 1° Novembre 2003 si può visitare il sito www.asianews.it, con notizie quotidiane di avvenimenti, problemi, esperienze, studi e testimonianze su questo continente. Il sito è per ora disponibile in italiano, ma avrà presto anche un'edizione inglese e cinese.
Il nostro interesse per l'Asia è dovuto a due motivi: da oltre un secolo e mezzo il PIME è impegnato in queste latitudini; centinaia di missionari hanno fondato diocesi e chiese, donando la loro vita fino al sangue. Il lavoro più urgente oggi è portare a maturità l'impegno missionario di queste chiese, condividendo le loro fatiche.
Asianews on-line vuole essere un aiuto per questo.
L'Asia, con più della metà degli abitanti del pianeta, è il continente per la missione del terzo millennio, il luogo dove vi è la massima concentrazione di non cristiani sulla terra (l'80 per cento) e dove le Chiese sono minoranze piccolissime - spesso perseguitate - che non superano il 2 per cento, salvo qualche eccezione.
Il sito www.asianews.it, grazie ai missionari e corrispondenti, vuole registrare tutto il ventaglio della testimonianza cristiana in Asia, minoritaria, ma ricca di spunti e insegnamenti per le Chiese del resto del mondo. Fuggendo l'esotismo e il disprezzo, che caratterizzano molta informazione sull'Asia, vogliamo parlare dell'impegno per l'annuncio diretto di Gesù Cristo; dell'incontro (e talvolta lo scontro) delle Chiese dell'Asia con le religioni tradizionali; degli abissi di ricchezza e povertà, delle nuove mentalità consumiste, delle vecchie ideologie che ancora soffocano tanti popoli asiatici. Già da anni Asianews svolge questo lavoro in modo egregio, come testimoniano le molte manifestazioni di stima che ci giungono.
Asianews on-line desidera aprire anche nuovi fronti, anzitutto sulla questione sociale ed economica. La globalizzazione ha reso l'Asia il cardine produttivo del mondo, strappando centinaia di milioni di persone dalla povertà. Ma essa sta creando anche nuovi rivolgimenti che influenzano e inquinano l'ambiente naturale e sociale. Millenarie culture e tradizioni familiari vengono emarginate e abbandonate in poco tempo; non sempre i "nuovi valori" assunti dall'Occidente - un Occidente spesso solo materialista - riescono a dare sostanza alla convivenza dei popoli asiatici. A questa presenza invadente di un Occidente materialista si deve fra l'altro la crescita e il rafforzamento dei fondamentalismi (indù e musulmani) che pensano di salvare l'Asia attraverso la violenza. Asianews on-line vuole promuovere una forma più equilibrata di dialogo fra Oriente e Occidente, dando spazio a esperienze, analisi economiche, mettendo in luce il rapporto fra diritti umani, libertà religiosa, famiglia, democrazia e mercato. Non pochi vescovi dell'Asia ci chiedono da tempo di essere aiutati a comprendere e maturare in un impegno sociale e politico ispirato alla dottrina sociale della Chiesa. Per questo www.asianews.it avrà pagine speciali dedicate all'economia e a questa branca negletta dell'insegnamento della Chiesa. Non è retorico dire che nel rapporto con questo sterminato continente si gioca il futuro economico e politico del mondo. E si giocano anche le sorti della Chiesa: troppe volte i cristiani vengono soffocati, perseguitati e uccisi perché bollati come "agenti stranieri", simboli di un Occidente rifiutato. Essi sono invece i portatori di una vera rivoluzione (l'unica) "a favore dell'uomo".
Il sito www.asianews.it sarà ricco di pagine speciali e dossier sulla Cina, nuova superpotenza economica e militare. Ma soprattutto avrà una edizione in lingua cinese, per un dialogo con il mondo della Repubblica Popolare Cinese, e coi cattolici in particolare: oltre alle notizie quotidiane, saranno pubblicati strumenti di spiritualità cristiana, dottrina sociale della Chiesa, testimonianze ed esperienze pastorali per aiutare la formazione di sacerdoti, religiose, religiosi e laici.
Un altro settore specifico è quello sull'islam, sempre più tentato dal fondamentalismo, di cui vogliamo registrare non solo le violenze, ma anche gli sviluppi, i tentativi di dialogo e le evoluzioni.
Cari amici, continuate a seguirci e aiutarci con i vostri consigli, suggerimenti, sostegni. Da parte nostra speriamo che queste pagine facciano crescere in molti il desiderio di dedicare la loro vita a Cristo e all'Asia.
AsiaNews è una agenzia di stampa non a scopo di lucro, e per continuare la sua missione ha bisogno del contributo dei suoi lettori. Chiunque vuole aiutare AsiaNews e la sua missione, può inviare un contributo via:
conto corrente postale
n. 45443009
intestato a Pontificio Istituto Missioni Estere, causale “AsiaNews”
Bonifico bancario
ASIANEWS - CC 6152510434/77
Presso
Banca Intesa - Filiale 499
Via G. Carini 32/D
Roma
Coord Bancarie: Z 03069 05078 615251043477
Coord. Iban: IT35 Z030 6905 0786 1525 1043 477
| Città: | Email: |
| Telefono: | Tipologia: Sito di informazione |
|
Segnala l'articolo ad un amico
Segnala link interrotto |
|
Segnala l'articolo ad un amico
Segnala link interrotto |
|
Segnala l'articolo ad un amico
Segnala link interrotto |
|
Segnala l'articolo ad un amico
Segnala link interrotto |
|
Segnala l'articolo ad un amico
Segnala link interrotto |
Pechino (AsiaNews/Agenzie) – Più di metà della popolazione cinese pensa di non farsi vaccinare contro l’influenza A/H1N1. Ufficialmente è perché essi non sono sicuri della bontà del vaccino stesso. Il China Daily ha pubblicato oggi un’inchiesta su 2 mila persone mostrando che il 54% degli intervistati non vogliono farsi vaccinare. Solo due mesi fa un’altra inchiesta del sito internet sohu.com aveva mostrato che chi voleva farsi vaccinare era il 74%.
Dal 22 ottobre la municipalità di Pechino ha avviato la campagna di vaccinazioni gratuite per gli studenti delle scuole primarie e secondarie, previo consenso dei genitori. Ma proprio alcuni genitori si rifiutano di sottoporre i loro figli alle iniezioni. Uno degli intervistati dell’inchiesta spiega che “il vaccino è stato sviluppato e distribuito così in fretta da farmi dubitare sulla qualità e sull’efficacia”.
I sospetti sulle medicine prodotte in Cina sono dovuti agli innumerevoli scandali degli ultimi anni, legati a medicine e alimenti (latte alla melamina; dentifrici avvelenati; medicine annacquate;...).
L’inchiesta del China Daily non dice se fra gli intervistati vi sono anche persone che non vogliono pagare per ricevere il vaccino. Finora il governo ha promesso l’iniezione gratis ai bambini, ma non agli adulti. Molte persone in Cina, soprattutto contadini, non possono permettersi nemmeno le cure mediche normali. Secondo dati del governo, fra il 40 e il 60% dei contadini non ha mai potuto permettersi cure mediche; per lo stesso motivo fra il 60 e l'80% dei cittadini cinesi muore senza poter andare in ospedale.
Uno studio congiunto dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e del cinese Centro per la ricerca e lo sviluppo – mostra che la Cina è al quartultimo posto per la distribuzione equa delle risorse mediche.
Fino ad ora il Paese ha registrato 33 mila infetti da influenza A e 2 morti. L’Oms dichiara che al 18 ottobre vi sono stati 5 mila casi di morte a causa della febbre suina.
|
Segnala l'articolo ad un amico
Segnala link interrotto |
|
Segnala l'articolo ad un amico
Segnala link interrotto |
|
Segnala l'articolo ad un amico
Segnala link interrotto |
|
Segnala l'articolo ad un amico
Segnala link interrotto |
|
Segnala l'articolo ad un amico
Segnala link interrotto |
|
PARTNER SITE |