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14-04-2009
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La Russia, la Georgia e John McCain: degli ambiziosi irresponsabili al comando

“La prosperità apportata dalla guerra è simile a quella apportata da un terremoto o dalla peste."
“… La guerra è nociva, non soltanto per i conquistati, ma anche per i conquistatori. “
“Per superare gli aggressori non basta rendere la pace duratura. L'essenziale è di disfarsi dell'ideologia che genera la guerra. “
“La radice del male non è la costruzione di nuove armi, più terrificanti. È lo spirito di conquista. “
Ludwig von Mises (1881-1973)

C'è gente responsabile che pensa che la provocazione e l'aggressione possano essere modellii di governo accettabili. Il conflitto che è appena scoppiato improvvisamente tra l'ex provincia sovietica della Georgia e la Russia nel Caucaso in Eurasia è un buon esempio.

Cosa c'è dietro questo conflitto che scoppiato venerdì scorso, all'inizio dei giochi olimpici di Pechino? Inizialmente e soprattutto, occorre conservare allo spirito che il vero e primo aggressore in questo conflitto è il governo bellicoso della Georgia, diretto da un uomo politico impulsivo dal nome di Mikhail Saakashvili, che è apertamente sostenuto dai governi degli Stati Uniti e di Israele. Di buon'ora il giorno di venerdì, l'8 agosto, dei carri armati e della fanteria georgiani, assistiti da consulenti militari usamericani e Israeliani, hanno lanciato un vasto attacco d'artiglieria e di razzi sulla capitale dell'Ossezia meridionale secessionista, Tskhinvali, provocando così direttamente la Russia, che aveva soldati in questa provincia.

A prima vista, la maggior parte della gente potrebbe facilmente arrivare alla conclusione che Saakashvili è completamente pazzo ad aver dichiarato guerra alla sua vicina Russia, un paese oltre 50 volte più grande della Georgia, allo scopo di rioccupare la provincia russofona dell'Ossezia meridionale, indipendente de facto dal 1992. La sola spiegazione logica sembra essere che il presidente georgiano credeva, o aveva una certa forma d'assicurazione, che l'amministrazione Bush-Cheney sarebbe stata al suo fianco militarmente. Con lui. Ha realmente creduto che l'amministrazione Bush-Cheney, già profondamente impegnata in due conflitti militari in Iraq ed in Afganistan, andasse rischiare una guerra mondiale per salvare un oleodotto ed una colonia recentemente acquisita in questa lontana parte del mondo? Questa sembra essere un'altra idea folle.

È un fatto poco conosciuto: gli USA e Israele hanno trascinato ed armato l'esercito georgiano dal 2002. Questa situazione equivale a un rischio di riapertura della guerra fredda con la Russia. Lei ha ugualmente seminato il grano di un conflitto molto più importante in questa parte del mondo incoraggiando la Georgia a lanciarsi in manovre militari. La piccola Georgia (4,5 milioni di abitanti) ha ancora 2000 soldati in Iraq, che gli USA stanno ora trasportando rapidamente verso la Georgia. Ciò spiega fino a che punto l'amministrazione Bush-Cheney ed i suoi sostituti israeliani sono pronti ad andare per sfidare la Russia. Ed ora, l'orso russo reagisce. È dell'acrobazia politica molto elevata.

Nel corso dell'estate 1914, un errore di calcolo simile si realizzo ad accendere la prima guerra mondiale. Questo conflitto che era cominciato da una sola morte (l'assassinio dell'arciduca Franz Ferdinand il 28 giugno 1914) era arrivato, alla fine, a 40 milioni di morti. La catastrofe fu il risultato di una reazione a catena di dichiarazioni di guerra da parte dei diversi paesi implicati negli affari di altri paesi. Ciò resta un esempio nel modo in cui conflitti regionali relativamente secondari possono degenerare in conflagrazioni quando teste bruciate sono ai comandi.

Il battibecco tra la Georgia e la Russia rappresenta una buona occasione per il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, di dare prova di leadership e non lasciare le cose degenerare. In effetti, c'è sempre una possibilità che un politico dopo l'altro proverà a non perdere la faccia lasciandosi scavalcare. Ad esempio, il segretario generale delle Nazioni Unite dovrebbe ottenere dal Consiglio di sicurezza il mandato di recarsi immediatamente nelle due capitali direttamente implicate, e dovrebbe tentare di negoziare immediatamente una cessazione delle ostilità che salverebbe la faccia di tutti. Dovrebbe persuadere i dirigenti russi a non reagire in modo eccessivo alle provocazioni del presidente georgiano. Per quanto riguarda quest'ultimo, ha dimostrato che non è degno di occupare le sue funzioni.

Il tempo è essenziale in tali circostanze, poiché ci sono sempre interessi che potrebbero approfittare di un aggravamento della situazione.

Da un lato, il presunto candidato presidenziale repubblicano John McCain, che non ha mai incontrato una guerra che non gradiva, ha già tentato di attizzare il fuoco del conflitto chiamando i 26 paesi della NATO ad implicarsi in ciò che è principalmente un conflitto etnico. Dando seguito alla sua campagna John McCain ha dichiarato: “Dobbiamo immediatamente convocare una riunione del Consiglio del Nord Atlantico per valutare la sicurezza della Georgia ed esaminare le misure che la NATO può adottare per contribuire a stabilizzare questa situazione molto pericolosa.„

Il candidato repubblicano tenta in modo incredibile di approfittare politicamente di questa crisi lontana facendo balenare la prospettiva spaventosa di un piccolo conflitto regionale trasformato in guerra mondiale. Ciò potrebbe avere qualcosa a vedere con il fatto che il principale consigliare in politica estera del Sig. McCain (Randy Scheunemann) è un vecchio lobbyista per il governo della Georgia ed un vecchio lobbyista neoconservatore a favore dell'invasione militare in Iraq da parte degli USA. Ciò sembra costituire un conflitto di interessi diretto ed una ragione sufficiente per il Sig. McCain di astenersi da gettare olio sul fuoco.

Lo ho già scritto, e quest'incidente lo conferma: quest'uomo (McCain) sembra non essere adatto a prendere la testa di un paese molto armato.

Fonte: http://www.thenewamericanempire.com

Articolo originale

14/04/09

Articolo Tradotto per www.risorsetiche.it da DAMIR



Autore: Rodrigue Tremblay
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