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Boicottaggi

Eni-Agip sottopressione

Dal 1998 Tactical Media Crew segue con attenzione le attività e le pratiche del Gruppo ENI (Ente Nazionale Idrocarburi) - Agip (Azienda Italiana Generale Petroli).

A partire dalla presenza dell’ENI in Nigeria, zona dove grazie alla copertura offerta dalla dittatura militare le compagnie petrolifere la fanno da padrone affamando le comunità che abitano la zona del delta del Niger, distruggendo pesantemente l’ambiente, e reprimendo con ferocia qualsiasi richiesta di condivisione dei profitti stramiliardari che provengono dall’estrazione del petrolio.

Per maggiori info sulla drammatica situazioni delle popolazioni che abitano il delta del Niger potete consultare Shell-Nigeria [in Kill A Multi!] http://www.tmcrew.org/s-hell

Tornando all’ENI ci sembra importante comunque effettuare un monitoraggio di questo gigante economico italiano che opera in 77 paesi, ha 80.000 dipendenti, fattura 60.000 miliardi di lire l’anno e... ha un utile netto di 5.000 miliardi di lire l’anno.

In un pianeta dove l’effetto serra (il riscaldamento della atmosfera causato soprattutto dalle emissioni di gas esausti, per gran parte generati dalla combustione di idrocarburi) sta già portando devastazioni e mutamenti sensibili del clima, lasciare mano libera alle società petrolifere è decisamente una scelta suicida.



14-12-2005
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Agip in Ecuador

Ecuador: oleodotto Agip minaccia le foreste del paese 22 Maggio 2001 - Un consorzio di compagnie petrolifere, tra cui l'italiana Agip, ha intenzione di costruire un oleodotto nel bel mezzo di 11 aree protette dell'Ecuador (una di queste ospita 450 specie rare di uccelli). Dopo numerose proteste internazionali, il ministro dell'ambiente dell'Ecuador ha fatto sapere che lo studio del piano (necessario per costruire l'oleodotto) presentato dal consorzio, è carente di un'analisi dettagliata sulla biodiversità delle zone che saranno coinvolte nella costruzione dell'opera; e quindi deve essere rifatto. Il 10 Giugno si deciderà se far proseguire il progetto o rigettarlo. Per mandare una email al consorzio e al governo ecuadoriano è disponibile questo sito con una lettera già pronta. Aderite e diffondete!! http://forests.org/emailaction/ecuador_pipeline_mar01.htm Fonte: REUTERS; traduzione di fabiocchi@genie.it

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14-12-2005
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ECUADOR/INTERVISTA

"Una democrazia partecipativa", le ragioni degli indios - F. MAR. - QUITO

Abbiamo solo 2.500-2.700 milioni di barili di riserva di greggio esportabile, prodotto dalle imprese statali. Le multinazionali Maxxus, Ypf, Texaco, Agip, Elf, Oxy, non lasciano un soldo allo stato ecuadoriano. L'ultimo bilancio presentato il mese scorso dice che in 8 anni le multinazionali hanno versato allo stato solo 11 milioni di dollari, mentre hanno avuto oltre un miliardo di dollari in sovvenzioni e sussidi. Gli investimenti privati nel settore petrolifero sono nefasti in Ecuador, specie in aree estremamente delicate dal punto di vista sociale ed ecologico come l'Amazzonia, dove vivono popoli indigeni che ora sono qui con noi. Pensate che la Texaco in 26 anni ha creato qui un disastro ecologico peggiore di quello della Exxon Valdez in Alaska. L'Agip Ecuador trae beneficio da contratti per la distribuzione di gas naturale che sono illegali. Vorrei dire agli italiani: com'è possibile che un'impresa a partecipazione statale venga in un paese povero e prenda soldi senza lasciar nulla grazie a contratti poco chiari?

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