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COMBATTI MICROSOFT
Tutti quelli/e che hanno avuto a che fare con un PC, ossia il tipo di computer piu' diffuso del globo ha avuto il "piacere" di imbattersi nei prodotti Microsoft... sicuramente nei sistemi operativi "Windows" [3.1, 95 e NT]. Non staremo qui ad evidenziare pregi o difetti dei software prodotti dall'azienda di Bill Gates, ma soprattutto cercheremo di evidenziare la pericolosa strategia di Microsoft e quanto questa va ad incidere sulla nostra vita... davanti alla tastiera e... nelle nostre tasche.

Sicuramente tutti/e i navigatori con piu' di un paio di anni di frequentazione della rete hanno potuto assistere alla cosiddetta "Guerra dei browser" ossia il tentativo fatto da parte di Microsoft di distruggere la company avversaria, Netscape, in un settore strategico, quale i browser web. Microsoft in questo caso per battere Netscape che offriva ed offre un prodotto sicuramente migliore, ha "semplicemente" regalato il suo browser Internet Explorer. Tutto cio' per distruggere il concorrente, con operazioni da pescecane e da monopolista del mercato.

Ci sono moltissimi episodi nella nostra vita digitale che quotidianamente ci portano ad imprecare contro Gates e la Microsoft... quando non riusciamo a leggere i nostri stessi documenti scritti in "Word" se non ne abbiamo l'esatta versione uguale... quando il nostro Sistema Operativo si pianta senza motivo, quando installandoci un browser gratutito come Internet Explorer ci troviamo tutto il nostro computer rivoluzionato in ogni dove e costretti a comprarci il nuovo buggatissimo Win98, spesso l'unica soluzione per tornare alla situazione precedente e' fare un bel FORMAT C:, pratica purtroppo abbastanza consueta per gli utenti Windows.


13-12-2005
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DOSSIER MICROSOFT

Bollettino realizzato in collaborazione con FrEE - Fronteras Electronicas Espan-a
EDITORIALE CHE C'ENTRA LA PACE COI COMPUTER ?

A chi pensa che la pace e i diritti umani non abbiano nulla a che vedere con l'informatica e con l'affermazione in rete di nuovi grandi monopoli delle telecomunicazioni possiamo solo rispondere che fino a pochi anni fa anche i succhi di frutta, il latte condensato e i palloni da calcio sembravano oggetti innocqui e ben lontani dallo sfruttamento e dalla miseria del sud del mondo. Adesso invece la rete ci ha insegnato che il mondo non e' a compartimenti stagni, che i nostri mobili di legno tropicale estendono la loro azione ben al di la' del nostro salotto, magari in una zona dell'amazzonia colpita, come tanti altri posti da lenti e inesorabili processi di desertificazione, che il computer ben racchiuso nel salottino della nostra casa puo' aver conosciuto le mani di un minorenne asiatico che ha assemblato i componenti della nostra motherboard o che l'ultima versione del nostro programma preferito e' stata progettata da ingegneri sottopagati. India, Russia, Cina, Ungheria, Malesia: ingegneri e programmatori vengono assunti da agenzie locali (letteralmente dette "body shops") che li "rivendono" come manodopera a basso costo in base ad accordi di collaborazione con compagnie nordamericane che, negli stati uniti, possono permettersi di pagare i russi con salari russi e gli asiatici con salari asiatici. Uno tra i tanti esempi riportati in un articolo di Tony Resek sul "manifesto" del 6/12/93 e' quello di due ingegneri russi pagati 80 dollari/mese per lavorare sette ore alla settimana, fuggiti dalla loro abitazione dalle finestre, nonostante il padrone della loro societa' avesse tagliato il telefono e asportato la batteria della macchina.

Autore: PEACELINK
Temi | Paesi correlati: [Guerra e pace] [Informatica e nuove tecnologie] [Economia] [Multinazionali] [Mondo]
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13-12-2005
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MICROSOFT STORIA DI UN MONOPOLIO

ALTAIR 8800 Stati Uniti, 1975. L'informatica inizia a uscire dai centri universitari. Il numero di gennaio di "Popular Electronics" viene spedito al suo mezzo milione di hobbisti-abbonati. E' nato ALTAIR 8800, il primo personal computer americano, la macchina attorno alla quale nasce la seconda generazione degli hacker: gli hacker dell'hardware, che penetrano all'interno dei segreti di Altair con la stessa passione con cui i loro predecessori al MIT avevano svelato i misteri dei mainframes. Curiosamente, quello di Altair e' il primo caso di "vaporware": la fotografia riprodotta su Popular Electronics e' quella di un apparecchio realizzato ad hoc, assolutamente non funzionante, e passa molto tempo prima che le migliaia di pezzi ordinati vengano consegnati. Alcuni hacker tra i piu' tenaci, per venire in possesso del loro Altair, si accampano davanti alla sede della Model Instrumentation Telemetry Systems (MITS), la societa' che produce Altair sotto la guida di Ed Roberts. Altair e' venduto in kit di montaggio, il cui risultato finale e' una scatola metallica con pannello frontale composto da una fila di interruttori, che costituiscono l'unico dispositivo di input, e da due file di piccole lucine rosse come dispositivo di output. E' basato sul processore INTEL 8080, costa 397 dollari e ha 256 bytes di memoria. Le istruzioni non possono essere memorizzate all'interno dell'Altair, ma devono essere inserite a mano ogni volta che il dispositivo viene acceso. Da qui le tipiche piaghe e veschiche sulle dita che caratterizzano gli hacker di quest'epoca.

Autore: Carlo Gubitosa
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13-12-2005
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Microsoft monopolio del secolo venturo

Microsoft è la più importante impresa di servizi d'informazione. Non per le sue dimensioni numerose società hanno un fatturato maggiore (1) né per i suoi prodotti, poiché vi sono imprese ben più innovatrici. Ma Microsoft occupa una posizione dominante sul mercato dei sistemi di gestione software essenziali per il funzionamento dei personal computer (2), e usa questo controllo quale strumento di una vertiginosa conquista del mercato delle applicazioni software, dei servizi d'informazione, del commercio elettronico e dell'editoria. La formidabile success story del suo fondatore (3) non deve far dimenticare le ragioni di fondo della potenza della sua impresa. Secondo le stime, Microsoft detiene il 90% circa del mercato dei sistemi di gestione per microcomputer. E controlla il 90% circa del mercato dei software più diffusi (trattamento di testi, programmi di grafica e impaginazione, banche dati relazionali), che costituiscono "pacchetti" di applicazioni informatiche per uffici vendute in blocco. In fatto di innovazione, Microsoft non ha fatto granch&eacute. Ha acquisito Ms-Dos, il primo sistema di gestione per personal computer, da un'altra azienda. Per la sua interfaccia grafica, Windows, si è ispirata alla Macintosh della Apple, che a sua volta si è servita dei lavori della Xerox. Il programma di calcolo e raccolta di dati Excel di Microsoft è un'imitazione di Lotus 123, a sua volta ispirato a VisiCalc. Il programma di scrittura Word è stato introdotto sul mercato quando già esistevano vari altri programmi dello stesso tipo; il programma di presentazione grafica Power Point è un'imitazione di altri programmi come Harvard Graphics o Freelance; infine, Microsoft ha dovuto procedere ad acquisti per penetrare sul mercato delle banche dati (utilizzate, ad esempio, per i cataloghi e gli schedari delle imprese), un campo nel quale si trovava in posizione subordinata. Pur arrivando spesso in ritardo al ballo, Microsoft è però quasi sempre la più notata. Il suo dominio in ciascuno dei mercati sopra citati è tale che pochi investitori sono disposti a finanziare le imprese intenzionate a sloggiarla. Microsoft infatti non è più soltanto un'impresa di successo tra le altre: ormai sembra non avere più rivali sul mercato dei personal computer. Questo successo è dovuto in parte alla scelta dei dirigenti dell'impresa di spendere enormi somme di denaro per migliorare i prodotti le cui prime versioni lasciano spesso alquanto a desiderare oltre che alle sue eccellenti capacità di marketing. Spesso però, a quanto si dice, ricorre a sistemi predatori o incompatibili col concetto di libera concorrenza: si cita ad esempio la manipolazione costante del suo sistema di gestione Windows, allo scopo di danneggiare i prodotti rivali; o anche la diffusione selettiva di informazioni, la vendita in pacchetti di prodotti mediocri associati alle applicazioni essenziali, l'annuncio di programmi inesistenti per scoraggiare l'acquisto dei software concorrenti, l'assunzione massiccia del personale di altre societ&agrave. Senza contare una forza d'urto pubblicitaria che assoggetta i media specializzati (4), oltre a pratiche tariffarie predatorie, con le quali punta a privare dei loro proventi le imprese concorrenti. Con questa sua reputazione bellicosa, e in ragione della sua potenza, Microsoft ha demoralizzato la maggior parte dei concorrenti.

Autore: RALPH NADER e JAMES LOVE
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13-12-2005
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Il monopolio Microsoft

La fortuna di Bill Gates da le vertigini: il presidente e principale azionista della casa americana Microsoft vale, secondo una graduatoria fatta in luglio dalla rivista Forbes, oltre 50 miliardi di dollari... Quanto a Paul Allen, cofondatore della società, egli si trova alla testa della quarta fortuna professionale del mondo. La percentuale dei profitti di Microsoft non poggia su competenze tecniche fuori dal comune ma su un meccanismo simile a una tassa sulle istallazioni informatiche mondiali. Il suo principio è semplice: i costruttori di computer, di stampanti, di software, etc. hanno bisogno di basi comuni per poter proporre prodotti che funzionino insieme. D'altra parte, milioni di utenti vogliono potersi scambiare facilmente i loro documenti. La strategia di Microsoft, fin dalla sua collaborazione con Ibm nel 1981, è stata quella di proporre gli elementi informatici che consentono questi scambi e di farne degli "standard del mercato". A costo di imporli quando il mercato non li adotta spontaneamente. Ciò ha valso a Microsoft una causa per "comportamenti anticompetitivi ed esclusivi, aventi per scopo di consolidare il proprio monopolio sui sistemi di gestione dei personal computer e di estendere questo monopolio ai software di navigazione su Internet". La causa è stata promossa il 18 maggio 1998 dall'amministrazione federale e da venti stati americani. Finora, questa strategia gli è andata bene visto che, fra i suoi prodotti (MS-DOS, Word, Excel, Windows, etc..), numerosi sono quelli che controllano quasi il 90% del mercato dell'intero pianeta (1). Ma c'è un fatto nuovo: la stampa sottolinea le lagnanze degli utenti: i programmi Microsoft sarebbero "lenti", "sempre più esigenti in risorse [memoria e disco rigido]" e "infarciti di errori". Perciò, molti grandi produttori di computer consigliano ai clienti di aspettare prima di installare Windows 98, per incompatibilit&agrave. Qualunque altro editore di software sarebbe fatto a pezzi dalla concorrenza, ma Microsoft si è reso inattaccabile con strumenti tecnici e legali: spesso gli utenti che hanno elaborato dati con i suoi software non possono rileggerli con programmi concorrenti che violerebbero, in tal caso, il copyright di Microsoft (2). La causa, che potrebbe portare a uno smantellamento simile a quello della compagnia dei telefoni At&ampt nel 1982, ha intanto consentito al grande pubblico di aprire gli occhi. Lo sviluppo di "standard" alternativi e aperti sta ripartendo (3). In Francia, il ministero dell'educazione prevede di firmare un accordo con l'Associazione francofona degli utenti di software liberi (Aful) (4). Le aziende che, appena sei mesi fa, nascondevano il fatto di utilizzare software liberi ne fanno oggi un argomento pubblicitario, incoraggiate dai pezzi grossi come Ibm, Netscape o Oracle e dal successo del film Titanic, i cui effetti speciali sono stati realizzati con questo genere di software.

Autore: Philippe Riviere
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